Cenni storici sul processo di lavorazione
Il procedimento che permette di ottenere oggetti in metallo per
mezzo della tecnica di microfusione cosiddetta "a cera persa" é
di origine antichissima, essendo conosciuto probabilmente fin
dal 4.000 a. C. , quando ebbe origine la metallurgia.
I resti ritrovati in Mesopotamia, Egitto e Grecia testimoniano
la conoscenza della tecnica fusoria in stampo fin da tempi molto
lontani presso diversi popoli che abitavano queste regioni.

In Cina questa tecnica era già conosciuta all'epoca della
dinastia Shang e in Europa, ebbe un rapido sviluppo nell'età del
bronzo specialmente presso i Celti (XII e X sec. a. C.), e sono
sicuramente ottenuti per fusione a cera persa molti oggetti
ritrovati in altri luoghi e risalenti a epoche più recenti (V -
IV sec. a. C.).
Questo procedimento fu applicato con grande abilità tecnica e
artistica anche presso le civiltà che in epoca precolombiana
abitavano l'attuale Messico (Mexica e Mixteca), l'America
Centrale (Maya) e il Perù (Nazca). Infine in Africa, presso gli
Asandé, sono stati ritrovati pregevoli esempi di una raffinata
tecnica di fusione a cera persa introdotta nel XIII sec. d.C.
Il fatto che civiltà totalmente differenti per cultura e grado
di sviluppo siano approdate parallelamente, pur trovandosi a
distanze per allora insormontabili, alla medesima tecnica di
lavorazione del metallo indica evidentemente che si tratta di un
metodo molto intuitivo, quasi "imposto" naturalmente dalle
caratteristiche fisiche e meccaniche di questo materiale.
Nei tempi moderni la microfusione ricevette un nuovo impulso a
partire dal 1907 ed é stata costantemente
perfezionata fino a raggiungere il massimo grado di
sofisticazione tecnologica dei nostri giorni.
